Officina del cane 486.jpg
Obedience.jpg
Rally-O.jpg
Officina del cane 163.JPG
Officina del cane 486.jpg

Agility


Agility Dog

SCROLL DOWN

Agility


Agility Dog

Agility Dog

L’Agility Dog è attualmente lo sport cinofilo più praticato al mondo. È anche il più impegnativo. Richiede al binomio cane-uomo armonia e intesa, pratica e velocità. È ispirato al salto ostacoli equestre, e come pochi altri sport deve il suo successo per l’alta spettacolarità: il conduttore guida il cane in un percorso ad ostacoli da affrontare con il minimo di penalità e più velocemente possibile. Presentata ufficialmente nel 1978 al Crufts Dog Show di Birmingham, l’Agility ebbe in origine lo scopo di intrattenere il pubblico tra le prove di Obedience e i giudizi attitudinali dei gruppi di razza del Crufts Show. Nel 1980 è riconosciuta dal Kennel Club come sport ufficiale e ne vengono scritti i regolamenti di gara. All’inizio degli Anni ’90 l’ENCI assume in Italia il regolamento della Fédération cynologique internationale (FCI). Negli ultimi anni dall’Agility si sono sviluppate varie specialità di carattere sportivo: jumping, staffetta, gambler, snooker, power & speed, cinathlon. Anche in campo terapeutico-riabilitativo si ricorre a questa disciplina per aumentare la fiducia reciproca, la stima e l’empatia nell’affrontare percorsi di adeguata difficoltà. Secondo il nostro stile di vita sempre più urbanizzato, l’Agility costituisce la possibilità di divertirsi insieme al proprio cane con intelligenza, fantasia e spirito di collaborazione. 

Come si svolge un incontro di Agility: su un percorso variabile il cane affronta da 15 a 22 ostacoli, grazie ai consigli e indicazioni forniti dal conduttore con gesti, posture e segnali vocali. Gli ostacoli affrontati sono tavolo, passerella, bascula, tunnel, slalom e molti altri. Durante le prove il cane è libero. L’area ideale per svolgere l’Agility e almeno di 40×20 mq.

Requisiti richiesti al cane: età superiore ai sei mesi, un ottimo stato di salute fisica e mentale, una buona educazione di base, molta armonia con chi lo porta nelle prove. Requisiti richiesti al proprietario: ottime capacità comunicative, buona preparazione cinofila, un alto livello di comprensione degli stati mentali del cane, media atleticità, spirito agonistico-sportivo e empatia con il proprio cane.


Obedience.jpg

Obedience


Obedience

Obedience


Obedience

Obedience

Tra gli sport cinofili più diffusi, L’Obedience è quello più difficile e impegnativo e all’apparenza… il meno divertente, anche se chi lo pratica non la pensa esattamente così! Equilibrio, comprensione e intesa reciproca sono le doti richieste per intraprendere questa disciplina! Anche se praticato in Inghilterra e Nord Europa già dagli Anni ’60, l’Obedience arriva da noi solo nel ’97, con gli stage tenuti dai campioni svedesi Ulf Kalborg e Nils Rune Larsson in vista del Campionato Europeo. Carlo Marzoli fu da subito un grande riferimento per chi praticava questo sport in Italia. Gli esercizi principali dell’Obedience sono un’educazione di base molto avanzata, in cui il “resta”, il seduto, il terra, la condotta con e senza il guinzaglio devono essere eseguiti con precisione, e aggiungendo difficoltà  a mano a mano che si passa dalla classe “Debuttanti” alle successive.

Oggi lo sport non richiede però solo precisione e rapidità nell’esecuzione. I binomi cane-uomo sono valutati anche per altri criteri: la motivazione positiva del cane durante le prove, il livello di collaborazione e complicità tra lui e chi lo conduce, la capacità di creare e conservare un contatto indelebile e felice.

Come si svolge un incontro di Obedience: Le figure principali, con l’aggiunta di invio, riporto, discriminazione olfattiva e controllo a distanza, sono affrontati in successione da un binomio per volta. Fa eccezione il “resta”, che dalla classe 2 è eseguito in gruppo. Il punteggio massimo per ogni esercizio è di dieci punti, ma a seconda della difficoltà della prova il punteggio è moltiplicato per 2, 3 o 4.  L’area ideale per svolgere l’Obedience è almeno di 40×25 m2.

Requisiti richiesti al cane: età superiore ai 12 mesi per gareggiare, ma la preparazione può cominciare anche sotto l’anno se gli allenamenti sono visti come gioco, motivazione e divertimento; un buono stato di salute fisica e mentale, una buona educazione di base, un profondo legame con chi lo accompagna nel lavoro. Requisiti richiesti al proprietario: ottima espressività, una buona preparazione di base, buona capacità di gestire positivamente i momenti di stress, spirito collaborativo e profonda unione con il proprio cane.



Rally-O.jpg

Rally-O


Rally-Obedience

Rally-O


Rally-Obedience

Rally-Obedience

La Rally-Obedience, nota anche come Rally-O’, è una delle ultime creazioni nell’ambito degli sport cinofili. Meno veloce e competitiva dell’Agility, è però più dinamica della tradizionale Obedience, pur essendone un’evoluzione diretta. Proprio questa era l’intenzione di C.L. Kramer, che la ideò intorno al 2000: inventare un’attività che appassionasse un più vasto pubblico di proprietari, e che fosse più consona alle nuove sensibilità cinofile. È forse il primo sport praticabile dopo un’educazione di base: è senza limiti di razza e tipologia canina, e qualsiasi binomio cane-uomo può praticarlo. Il suo scopo è di divertire entrambi, aumentare l’intesa, e sviluppare in una direzione empatica la relazione tra il cane e chi lo accompagna. Si ricorre spesso a premi, che siano giochi o bocconi appetitosi. Viene utilizzato il guinzaglio, abbastanza lungo da consentire al binomio di muoversi e interagire senza che questo vada in tensione. Come si svolge un incontro di Rally-O’: lungo un percorso variabile sono distribuiti dei cartelli numerati, le cosiddette stazioni, dove sono scritti gli esercizi da compiere; si comincia dal cartello “partenza” e si arriva a quello “fine”. L’area necessaria per svolgere la Rally-O’ è di almeno 24×15 m2.

Requisiti richiesti al cane: età superiore ai sei mesi, un collare fisso a fascia o una pettorina, un buono stato di salute, la conoscenza dei principali step dell’educazione di base. Requisiti richiesti al proprietario: buona comunicazione con il proprio compagno, voglia di partecipare, una media preparazione cinofila, e il piacere di collaborare insieme al cane.

 


Officina del cane 163.JPG

Disc-Dog


Disc-Dog

Disc-Dog


Disc-Dog

Disc-Dog

Disc Dog è l’ultima scoperta tra le discipline cinosportive italiane, anche se la sua creazione risale agli Anni ’70. Proprio mentre il freesbee  spopolava come nuovo passatempo, uno studente americano, Alex Stein, cominciò a giocarci con il suo whippet Ashley. Il 4 agosto 1974,  nell’intervallo di un importante incontro di baseball, Ashley e Alex invasero il campo e mostrarono in diretta televisiva la loro bravura. Da allora il Disc Dog si è progressivamente diffuso, diventando già nel ’75 una disciplina riconosciuta. La filosofia di fondo del Disc Dog è sviluppare secondo alcune regole l’attività di gioco con il cane, nel rispetto delle sue caratteristiche fisiche e attitudinali. Fanno parte del Disc dog:  distance (distance/accuracy), discdogathon, extreme distance, KMarch e molte altre inoltre  il freestyle, di sicuro la più creativa e spettacolare. Visto il particolare dinamismo di questo sport, sono importanti il controllo dell’ottimo stato di salute del cane, l’utilizzo di dischi adeguati alla presa che non arrechino danni a denti e gengive, la scelta di un adeguato fondo, escludendo le superfici troppo rigide e i terreni con buche o irregolarità che mettano a rischio il fisico del cane durante le performance. Gioco, relazione, tecnica di lancio, attenzione e tanto divertimento sono il migliore passaporto per avviarsi a questa disciplina.